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Castelguglielmo
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mwhgCastelguglielmo (Castèlo in veneto) è un mwiqcomune italiano di mwig1 510 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Rovigo in mwkaVeneto, attraversato dal mwkqCanalbianco, nome che assume attualmente il fiume Tartaro dopo aver lasciato la conca di mwkgCanda.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Economia
• Note
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Geografia fisica
Origini del nome
Storia
Età antica e classica
Sulle origini del paese non vi sono dati certi anche se sono noti insediamenti in queste aree già dall'mwmwetà del bronzo. Sono stati rinvenuti numerosissimi resti di insediamenti mwnaromani, in particolare cocci, monete e frammenti di mosaici e nella toponomastica sembrano comparire nomi con radici mwnqlongobarde (ad esempio via Stiningarda).
Storia medioevale, età comunale
Le prime vere notizie su Castelguglielmo risalgono al mwoaX secolo e sono riferite ad una località, denominata mwoqVilla Manegii, che probabilmente comprendeva anche la limitrofa mwogSan Bellino, caratterizzata da un castello e da una chiesa dedicata a mwowSan Nicolò. L'area è stata per secoli territorio di confine e quindi la presenza di castelli assumeva un'importanza strategica: Guglielmo III degli Adelardi Marcheselli (governatore di mwpqFerrara) decise di riedificare nel mwpg1146 la precedente costruzione, probabilmente caduta in rovina, e di rinominarla mwpwCastel Guglielmo in suo onore. Nel 1174 Torello Salinguerra, capo dei ghibellini di Ferrara, conquistò la fortezza, poi espugnata da Obizzo V Marcheselli e successivamente riconquistata dallo stesso Salinguerra. Il castello, probabilmente danneggiato, fu nuovamente ricostruito e rimase nelle mani degli mwqaEste fino al 1395, quando fu ceduto a mwqqVenezia insieme a gran parte del mwqgPolesine. Nel 1405 passò nelle mani del Carrarese Francesco Novello di mwqwPadova, poi ancora agli Este e, nel 1483, nuovamente sotto il mwradominio veneziano.
Il castello
Il castello fu distrutto e ricostruito numerose volte nel corso dei secoli ed è probabile che la forma, le dimensioni e lo stile siano mutati notevolmente. Le uniche raffigurazioni rimaste sono alcuni schizzi su mappe catastali, di cui una sola potenzialmente rappresentativa e non simbolica. Nel mwrw1483 mwsaMarin Sanudo lo descrisse come un cerchio di mura con una torre centrale innalzati su un argine rialzato rispetto al livello delle paludi circostanti, circondato dalle acque del Tartaro (vero nome di quello che oggi nella parte terminale, viene anche chiamato Canal Bianco). Il castello doveva apparire imponente e collocato in corrispondenza di un'importante via di comunicazione attraverso un'area spesso soggetta ad inondazioni da parte del Fiume mwsqPo (ad esempio, nel mwsg1152). Castelguglielmo è citato brevemente anche nel mwswDecameron del mwtaBoccaccio, esattamente nella Novella Seconda, Giornata seconda. Il castello fu sempre ricostruito nella stessa posizione fino al mwtq1780 quando cadde definitivamente la torre, non più sostenuta dalle mura precedentemente cadute. Del castello rimangono solo le fondamenta, ora coperte dagli edifici della piazza.
Storia moderna
Nel corso della mwuaguerra della Lega di Cambrai il castello passò nelle mani di mwuqfrancesi e mwugspagnoli, per ritornare, nel mwuw1515, ai mwvaveneziani che ne conservarono il dominio fino al mwvq1797. I territori passarono successivamente ai mwvgfrancesi e poi agli mwvwaustriaci dopo la mwwaRestaurazione, per diventare parte del mwwqRegno d'Italia a partire dal mwwg1866. Nel mwww1945, durante un rastrellamento operato dai mwxanazisti in seguito all'uccisione di due soldati, furono mwxqfucilate quarantadue persone a mwxgVillamarzana, provenienti per lo più da Castelguglielmo e territori limitrofi.
Una fortezza in una terra d'acqua
Come gran parte del mwyqPolesine, anche Castelguglielmo dovette subire nei secoli gli effetti di numerose esondazioni da parte dei fiumi, piccoli e grandi) che ne attraversavano il territorio. Dalla disastrosa inondazione del fiume Adige rotta della Cucca del 589 e la già menzionata mwygrotta di Ficarolo del mwyw1152, che rimase aperta per circa vent'anni e che cambiò il corso del Fiume mwzaPo. Durante la guerra tra mwzqFerrara e mwzgVenezia, i ferraresi, allo scopo di portare delle navi dal Po all'Adige, ruppero gli argini dell'Adige e bloccarono il corso del fiume Tartaro, allagando una vasta estensione di campagna, ma non riuscirono nell'intento, lasciando però le campagne allagate per decenni sino alla bonifica veneziana dei decenni successivi, anche perché la provvisoria riparazione dell'argine dell'Adige non resse ad un'alluvione successiva. Anche le rotte dell'mwzwAdige di tre secoli dopo (mwaaCastagnaro e Malopera) finirono nel Tartaro, già canalizzato durante il periodo mwaqestense e mwagveneziano, contribuendo, insieme alla Fossa Maestra (che sfocia nel fiume mwawTartaro all'interno della conca di mwbaCanda), a dar luogo all'attuale fiume che assume (dopo la conca di mwbqCanda) il nome di Canal Bianco, sul quale fu costruito un primo ponte nel mwbg1855 (di un ponte precedente, costruito dai veneziani, restano ancora le fondamenta dei piloni e alcuni blocchi di marmo, di cui uno raffigurante una testa di leone); sono da ricordare inoltre una terribile bufera che danneggiò gravemente il paese il 9 luglio mwbw1801 e la rotta del mwcaMincio, quello stesso anno, che portò all'allagamento dei terreni circostanti. L'ultima rotta del mwcqPo, il mwcg14 novembre 1951, segnò profondamente il paese che vide emigrare più della metà della popolazione, in gran parte provvisoriamente sfollata in altre città d'Italia, ma da cui in maggioranza non fece più ritorno.
Simboli
Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 24 aprile 1957 e vi sono raffigurate tre torri merlate alla ghibellina, la centrale, coperta da una cupola e cimata da una banderuola con i colori nazionali; il tutto fondato su campagna di verde e accostato da due alberi.
Il gonfalone, concesso con DPR dell'8 novembre 1957, è un drappo partito di bianco e di rosso.cite-ref-4[4]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Per la mwfqChiesa cattolica il territorio è amministrativamente parte del mwfgVicariato di mwfwLendinara-mwgaSan Bellino, a sua volta divisione amministrativa della mwgqDiocesi di Adria-Rovigo.
• mwiaChiesa di San Nicolò Vescovo (mwiqXVI - mwigXIX secolo) Chiesa arcipretale e parrocchiale intitolata a mwiwSan Nicola di Bari, mwjavescovo, venne edificata nel corso del sedicesimo secolo rimanendo sostanzialmente immutata fino all'inizio dell'Ottocento quando, in occasione di un restauro conservativo, subisce modifiche nella struttura originaria. Il soffitto è dipinto da mwjqSebastiano Santi e nella mwjgsacrestia è conservata una tela di mwjwMattia Bortoloni raffigurante mwkaSan Rocco.
• Oratorio della Beata Vergine Immacolata.
Architetture civili
• Villa Pelà-Chieregato (mwlqXVIII secolo)
• "Il Palazzon" (Villa Paiola)
• Casa Colognesi-Rizzi
• Asilo infantile "V.Pelà"
• Mausoleo delle vittime dell'eccidio di mwmgVillamarzana
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Eventi
La fiera paesana si svolge la prima settimana di agosto, altre manifestazioni degne di nota sono la sagra di Bressane, la fiera di primavera (prima domenica di aprile) e il mercatino dell'antiquariato ogni prima domenica del mese.
Economia
Principalmente agricola, limitata presenza di attività artigianali e piccola industria
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Giorgio Grassia | Lista Civica | Sindaco | |
| 1999 | 2004 | Giorgio Bettarello | Lista Civica | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Giorgio Grassia | Lista Civica ( Centro-sinistra ) | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Giorgio Grassia | Lista Civica ( Centro-sinistra ) | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Giorgio Grassia | Lista Civica ( Centro-sinistra ) | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Maurizio Passerini | Lista Civica "Un Futuro per Castelguglielmo" | Sindaco | |
| 2024 | "in carica" | Giorgio Grassia | Lista Civica "Paese nuovo" | Sindaco | |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwsqmwsgmwswBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwtademo.istat.it, mwtqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwuqmwugmwuwClassificazione sismica (mwvamwvqXLS), su mwvgrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwwgmwwwmwxaTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwxqmwxgPDF), in mwxwciterefmwyaLeggemwyq mwyg26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwywAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwza 151. mwzqURL consultato il 25 aprile 2012 mwzg(archiviato dall'mwzwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mw0wmw1amw1qBozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Castelguglielmo, su mw1gACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mw1wURL consultato il 12 ottobre 2024.
cite-note-55. ↑ Dati tratti da: mw2wmw3amw3qmw3gmw3wPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mw4amw4qPDF), su mw4gebiblio.istat.it, mw4wISTAT. mw5amw5qmw5gmw5wPopolazione residente per territorio – serie storica, su mw6aesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
Bibliografia
La parte preistorica e storica antica è apprezzabile per lo più presso i musei di mw7aFratta Polesine e di mw7qRovigo. La maggior parte delle memorie storiche di Castelguglielmo si devono a Pio Mazzucchi, altre informazioni sono reperibili presso l'Archivio Vescovile ad mw7wAdria e le biblioteche di mw8aRovigo (Accademia dei Concordi) e di mw8qFerrara (Biblioteca Ariostea). L'archivio parrocchiale è andato in gran parte distrutto, come quello comunale, a seguito di incendi dovuti a sommosse nel mw8gXIX secolo, ma sono conservati ancora documenti a partire dal mw8wXVII secolo. A Castelguglielmo è presente una biblioteca che conserva alcune fonti, quasi tutte le pubblicazioni recenti che riguardano il territorio e costituisce probabilmente il miglior punto di partenza per approfondire la storia del paese.
• mw9gAA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
• Pio Mazzucchi. mw-aCronaca di Castelguglielmo 1866-1932. Associazione Culturale Minelliana - Rovigo, 1995;
• AA. VV. mw-gRovigo e la sua provincia, Guida Turistica e culturale, seconda edizione. Amministrazione Provinciale di Rovigo, assessorato al turismo, 2003
• Zoppellari Rodolfo, mw-aStudio sul regime di Tartaro e Canalbianco, Tipografia Vincenzo Bardellini, Legnago, 1897
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.castelguglielmo.ro.it.
• mwaqmCastelguglielmo, su Portale Ufficiale del Turismo della Provincia di Rovigo, polesineterratraduefiumi.it. URL consultato il 3 settembre 2011.